Bonus fiscali e agevolazioni, Ristrutturazione e normative

Bonus barriere, pressing per la proroga a fine 2026

Ancora un anno per il bonus barriere architettoniche. Per agevolare al 75% la realizzazione di interventi come ascensori, servoscala e rampe. Sebbene sia saltata nella legge di Bilancio, nonostante il tentativo del Parlamento di inserire già in manovra una modifica che andasse in questa direzione, ora i deputati tornano all’assalto. E provano, con una serie di proposte bipartisan, finite tra quelle segnalate, a guadagnare ancora dodici mesi per le agevolazioni dedicate alla rimozione di barriere, altrimenti chiuse il 31 dicembre scorso nella versione più generosa.

Puntano, infatti, in questa direzione gli emendamenti proposti da Lega e Forza Italia, ma anche dal Partito democratico, dal Movimento 5 stelle, Azione e Italia viva alla legge di conversione del decreto Milleproroghe. Un consenso trasversale che dice molto di come la cancellazione di questa agevolazione sia stata vissuta con un certo sfavore dalla politica. Anche perché punta a soddisfare un’esigenza certamente meritevole, come l’accessibilità degli edifici per tutti i cittadini, a un costo piuttosto contenuto: le stime più basse parlano di venti milioni, altre arrivano a una cinquantina. Comunque, molto meno di quanto sarebbe stato necessario per la versione allargata del bonus, un tempo applicabile anche al rifacimento di bagni e alla sostituzione di infissi.

I vantaggi del ripristino

Lo sconto fiscale, sullo stesso livello di quello attuale (al 75%), sarebbe applicabile invece solo alla realizzazione di rampe, ascensori, servoscala, montascale. In assenza di interventi, per questo tipo di lavori il bonus è sceso nel 2025 al livello ordinario del 50% per le prime case e del 36% per le altre. Quindi, il ritorno al passato porterebbe un potenziamento notevole delle detrazioni a disposizione, soprattutto per chi ha una seconda casa. Allo stesso tempo, tornerebbe a essere applicabile la regola del quorum agevolato, applicabile in modo specifico al bonus barriere: è previsto, infatti, il via libera ai lavori di ristrutturazione con la maggioranza dei partecipanti all’assemblea che rappresenti almeno un terzo del valore millesimale dell’edificio.

Il nodo coperture

Proprio le coperture, sebbene di valore non esorbitante, rappresentano un ostacolo all’approvazione della novità. Già nell’ultima legge di Bilancio, infatti, l’allungamento dei tempi dello sconto (sponsorizzato da molti partiti) era saltato per ragioni legate ai costi. Stesso discorso per il Milleproroghe, nel quale di regola non saranno inseriti interventi onerosi. Anche se il consenso trasversale verso la misura potrebbe riservare sorprese.

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